GAS

Ore 15:01. Non mi muovo. Se rimango pietra dura forse ne uscirò indenne. Con il passaggio della morbida montagna venefica il principio e la fine si scambiano l'identità in un gioco complice. Silenzioso e circospetto un tentacolo si insinua tra le tegole abbarbicate senza difesa. Sarà forse nella divisione che troverò l'opportuna via di fuga. Impalpabile sudario che sospende ogni conseguenza al cospetto della storia il gas si distende con ottusa pigrizia nella fissità del cielo.

Ignazio Silone 1946

Assemblea Costituente

15 ottobre 1946

Tema: Una casa senza libreria... 1917

Tema

Una casa senza libreria, è una casa senza dignità, ha qualcosa della locanda è come una città senza librai, un villaggio senza scuola, una lettera senza ortografia.

Sentenza 1853

SENTENZA.

Brigatti Eligio di Giovanni Antonio, d'anni 25, di Ronco nella Provincia milanese, domiciliato a Milano, falegname di pianoforti, celibe;

Faccioli Cesare di Giuseppe, d'anni 42, di Corte Olona, domiciliato a Milano, garzone da caffè, celibe;

Canevari Pietro di Giovanni, d'anni 23, di Pobbio in Piemonte, dimorante a Milano, facchino, celibe;

Piazza Luigi di Pietro, d'anni 29, di Cuggiono nella Provincia milanese, domiciliato a Milano, falegname, celibe;

Piazza Camillo, di lui fratello, d'anni 26, stampatore di caratteri, celibe;

Silva Alessandro di Ambrogio, d'anni 32, milanese, cappellajo, ammogliato;

Broggini Bonaventura di Andrea, d'anni 57, di Lugarno nella Provincia comense, dimorante a Milano, garzone da macellajo, celibe;

Furono jeri tradotti dinanzi al Giudizio Statario Militare sotto l'accusa d'aver preso parte alla sommossa popolare del 6 corrente in questa Città, distinguendosi principalmente nei seguenti fatti, e cioè i primi tre nella costruzione di barricate, - e gli altri, uniti a diversi sediziosi i più con armi da taglio e da punta, in aggressioni a soldati accompagnate da ferimenti e perfino da rapimento di roba, come avvenne al soldato aggresso dai Piazza, mentre lo stesso Broggini era armato di stilo.

Convinti essi di tale loro reato col mezzo di testimonj, ed il Canevari anche per la propria confessione, il medesimo Giudizio Statario Militare, a termine del Proclama 10 marzo 1849 di S. E. il sig. Feld-Maresciallo Conte Radetzky, li condannò alla morte mediante la forca. La quale Sentenza ebbe la Superiore conferma, e fu eseguita nel medesimo giorno di jeri. Milano, dall'I. R. Comando Militare della Lombardia, il 9 febbrajo 1853.

Dall'Imperiale Regia Stamperia

 

K. Marx Da:

L’insurrezione italiana

…… Dal telegrafo elettrico siamo stati informati che il 6 ha avuto luogo una insurrezione a Milano che sono stati affissi dei manifesti, uno di Mazzini e l’altro di Kossuth, i quali esortano gli ungheresi dell’esercito austriaco a unirsi ai rivoluzionari; che l’insurrezione è stata dapprima soffocata, ma poi è ricominciata; che gli austriaci di stanza nell’arsenale sono stati massacrati, ecc.; che le porte di Milano sono state chiuse. I giornali governativi francesi, è vero, comunicano due altri dispacci, datati l’uno da Berna l’8, l’altro da Torino il 9, secondo i quali la sommossa e stata definitivamente repressa il 7. Ma il mancato arrivo di ogni informazione diretta al ministero degli esteri inglese negli ultimi due giorni, viene considerato come un sintomo favorevole dagli amici dell’Italia.

Corrono voci a Parigi che a Pisa, a Lucca e in altre città regni una grande agitazione.

A Torino, il ministero è stato convocato in tutta fretta, in seguito a una comunicazione del console austriaco, per deliberare sulla piega che hanno preso le cose in Lombardia.

Le prime notizie pervennero a Londra il 9 febbraio, il qual giorno, per singolare coincidenza, è anche l’anniversario della proclamazione della Repubblica romana del 184939 della decapitazione di Carlo I nel 1649 e della deposizione di Giacomo Il nel 1689.

In quanto alle possibilità dell’attuale insurrezione a Milano, v’è poca speranza di successo a meno che alcuni reggimenti austriaci non passino nel campo rivoluzionario. Lettere di privati da Torino, che dovrei ricevere tra qualche giorno, mi permetteranno probabilmente di fornirvi un resoconto particolareggiato di tutta la faccenda……

Scritto l’11 febbraio 1853.

Pubblicato sulla New York Daily Tribune n. 3701, 25 febbraio 1853

Francesco Franchi pittore

Ferrara

Nel 1854 la città di Ferrara già in precedenza sottoposta a un difficile periodo di repressioni da parte degli austriaci (1852-53) affronta un'avversità climatica che per circa nove mesi imperversa causando l'impoverimento e il deterioramento dei raccolti con conseguente crisi annonaria e carestia diffusa. Questa crisi generale favorisce il diffondersi del colera che si manifesta, così come in molte parti d'Italia e d'Europa tra il 1854 e il '55.

La rivolta di Milano ebbe ripercussioni anche a Ferrara dove l'azione di controllo sul territorio portò un anno prima ad una serie di arresti (quarantaquattro ferraresi). Le catture vennero eseguite in un'azione di polizia da parte degli austriaci in concorso con la gendarmeria pontificia.

Le sentenze, estremamente dure emesse il 15 marzo del '53 fu letta la sentenza che colpiva 12 dei reclusi nella Fortezza di Ferrara. Dieci di essi furono condannati a morte in quanto rei di alto tradimento, mentre due, Stefano Botari e Gaetano Degiuli, venivano condannati rispettivamente a quindici anni di lavori forzati e a due di carcere.

In seguito a sette dei condannati a morte Andrea Franchi-Bononi, Giovanni Pareschi, Gaetano Ungarelli, Aristide De Luca, Francesco Gandini, Vincenzo Barlaam, Camillo Mazza, fu concessa la grazia e la pena venne commutata in lavori forzati da scontarsi nel carcere di Santa Palazia in Ancona.

È in questa situazione di grande difficoltà che il giovane Francesco Franchi decide di partire per Milano e lì svolgere la sua professione di pittore. [HP]Probabilmente aveva avuto come suo insegnante all'Accademia di Ferrara Gaetano Domenichini, apprezzato artista che deteneva la cattedra di ornato e insegnava anche figura a molti giovani artisti.

L'imposizione di norme burocratiche tese al controllo del territorio espresse nella necessità da parte degli abitanti di richiedere continuamente alle autorità permessi, fogli di via e passaporti per gli spostamenti sul territorio è mal sopportato dalla popolazione. Nelle memorie inviate dal patriota don Enrico Tazzoli al generale austriaco Karl von Culoz Governatore militare di Mantova, durante l'inquisizione seguita al suo arresto per la partecipazione alla congiura di Belfiore del 1850:"Proprio era il caso di tener in mano il passaporto per mutarci da una ad altra stanza di casa nostra". La consapevolezza di un "largo imprigionamento"1 è anche causa di una paralisi del commercio che stenta a svilupparsi. Provoca uno "scemare" della ricchezza di un territorio che per tradizione e natura potrebbe essere prospero.

 

 

Il 21 gennaio del 1854 Francesco Franchi ottiene dalla direzione di polizia del Governo pontificio il foglio di via num. 75 per Milano. Timbro K. K.2 MILITAIR PLATZ ZU FERRARA. Viene anche certificata la sua immunità al vaiolo3 che sin dal 1816 è presente nella provincia di Ferrara. In particolare nel 1834, quando Francesco aveva due anni, il vaiolo aveva mietuto più vittime rispetto agli anni passati, 107 erano stati i morti tra i maschi e 117 tra le femmine quando nel 1849 ad esempio erano stati 21 maschi e 21 femmine. Scampato a un flagello comune nella provincia, probabilmente era stato vaccinato per tempo4, di cui la dichiarazione delle autorità preposte.

Si legge sul foglio di via:


Governo Pontificio

DIREZIONE DI POLIZIA

Nella Provincia di Ferrara

Parte da questa Città

Franchi Francesco di Giovanni

per portarsi a Milano

Si dichiara l'immunità del vaiolo

Dato in Ferrara il 21 Gennaio 1854

Vale per un anno

Il Comandante del Distretto di Polizia

G. Gallazzi


A lato del foglio si legge:

Foglio di Via

n. 75

Connotati

Nativo di Ferrara

Domiciliato in luogo

Professione pittore

Età anni 22

Statura media

Capelli castagni

Fronte regolare

Occhi castagni

Naso regolare

Bocca simile

Barba //

Mento //

Viso //

Carnagione //

Segni particolari //

Firma del Latore

Francesco Franchi

AVVERTENZA

Il presente dovrà essere esibito dal Latore alle Autorità esercenti la Polizia nei rispettivi Comuni in cui pernotterà durante il viaggio.

in basso timbro-sigillo della POLIZIA DELLA DELEGAZIONE DI FERRARA

GRATIS


Milano

La città che Francesco si appresta a conoscere aveva vissuto l'anno precedente una grave crisi sfociata nell'insurrezione di alcune classi popolari e artigiane contro gli austriaci, repressa con la forza aveva causato 17 morti e 47 feriti oltre 16 arrestati e giustiziati.

Il bando austriaco con le condanne a morte degli insorti nella rivolta 6 febbraio 1853 a Milano elenca minuziosamente i condannati con le loro generalità.

 

In città, nel 1854 sono presenti vari professionisti della famiglia Franchi. Il suo omonimo Francesco che da anni svolge il suo lavoro di calzolaio in contrada di Santa Margherita al n. 11175. Sempre nella stessa contrada ma al numero 1128 vive Febo di professione ragioniere6. Alunno forestale all'Imperiale Regio Ispettorato Forestale è Giocondo Franchi ingegnere, abitante in contrada del Durino al n. 4407. Colui che è per Francesco una speranza per la sua carriera di pittore è però Ulisse Franchi antiquario, negoziante e mercante di stampe incise, quadri e oggetti di belle arti e d'antichità che svolge la sua attività in contrada del Pesce al n. 49178.

La vita artistica a Milano nel 1854 vede Domenico Induno appena nominato "Socio d'Arte" dell'Accademia di Brera esporre, insieme ad altri dipinti, Pane e lagrime, che viene poi acquistato da Francesco Hayez e che sarà esposto l'anno successivo a Parigi, con grande successo di pubblico e di critica.

Per evocare un aspetto, quello della pena di morte che in quel di gennaio era pratica condivisa in tutta la penisola segnaliamo che, i giorni nei quali Francesco Franchi era in viaggio per Milano, a Roma il principe Agostino Chigi scriveva sul suo diario: "MARTEDÌ 24 — Questa mattina alla piazza dei Cerchi sono stati decapitati tre già soldati di Finanza rei di omicidi, commessi nel tempo della Repubblica, sotto il comando del ben noto Zambianchi dentro il Monastero di S. Calisto; uno dei quali di Ravenna, uno di Forlì, ed uno di Ascoli. Tutti e tre sono morti nella più ostinata impenitenza, unita ad una insolente sfrontatezza. A minorare lo scandalo l’esecuzione si è fatta di buonissim’ora.9

Poco più di un anno dopo, il 3 marzo 1855 il giovane pittore Francesco Franchi ottiene il visto, all'Imperial Regia Direzione della Polizia, buono per la Rimanenza. Timbrato dall'Agenzia Comunale del Governo Pontificio in Milano.

 


1. Crf. E. Tazzoli, Scritti e memorie 1842-1852, Franco Angeli, Milano 1997, pag. 183

2. K. K. acronimo di kaiserlich österreichisch, königlich böhmisch, che in tedesco sta per "imperiale austriaco, reale boemo" era applicato ad autorità, istituzioni e reparti militari dell'Impero austriaco.

3. Nella provincia di Ferrara nel 1800, il numero più elevato di morti (di vaiolo) è stato registrato in corrispondenza dei seguenti anni: 1816, primo anno di comparsa del vaiolo (35 maschi e 40 femmine), 1829 (24 maschi e 18 femmine), 1834 (107 maschi e 117 femmine), 1842 (15 maschi e 8 femmine), 1849 (21 maschi e 21 femmine)... Le Infezioni in Medicina, n. 1, 66-80, 2007-Il vaiolo a Ferrara nell’800 Smallpox in Ferrara in the nineteenth century Enrica Guidi1, Lauretta Angelini2, Katia Cervato1, Francesco Pizzo1, Roberto Rizzello1, Marco Fortini2, Carlo Contini3 1 Sezione Igiene e Medicina del Lavoro Università di Ferrara; 2 Servizio Statistica del Comune di Ferrara; 3 Sezione Malattie Infettive Università di Ferrara, Italy.

4. Il Papa Pio VII, che appoggia l’iniziativa del Governo, emana un editto (20 giugno 1822) prescrivendo una serie di raccomandazioni rivolte alle autorità preposte alla vaccinazione, ai vaccinatori ed alla popolazione interessata (in particolare fanciulli, esposti, poveri). Fra l’altro, istituisce una commissione centrale vaticana per la propagazione dell’inoculazione del vaccino. )... Le Infezioni in Medicina, n. 1, 66-80, 2007-Il vaiolo a Ferrara nell’800 Smallpox in Ferrara in the nineteenth century Enrica Guidi1, Lauretta Angelini2, Katia Cervato1, Francesco Pizzo1, Roberto Rizzello1, Marco Fortini2, Carlo Contini3 1 Sezione Igiene e Medicina del Lavoro Università di Ferrara; 2 Servizio Statistica del Comune di Ferrara; 3 Sezione Malattie Infettive Università di Ferrara, Italy.

5. Guida di Milano per l'anno 1854. Milano. Editore Bernardoni Giuseppe di Giovanni, p. 527

6. Guida di Milano per l'anno 1854. Milano. Editore Bernardoni Giuseppe di Giovanni, p. 400

7. Guida di Milano per l'anno 1854. Milano. Editore Bernardoni Giuseppe di Giovanni, p. 128

8. Guida di Milano per l'anno 1854. Milano. Editore Bernardoni Giuseppe di Giovanni, p. 643

9. Il tempo del papa-re diario del principe don Agostino Chigi dall’anno 1830-1855. Tolentino. Stab. Francesco Filelfo 1906, p. 187

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