GAS

27 March 2018 by Ucronie 2012 Views
Rate this item
(0 votes)

Ore 15:01. Non mi muovo. Se rimango pietra dura forse ne uscirò indenne. Con il passaggio della morbida montagna venefica il principio e la fine si scambiano l'identità in un gioco complice. Silenzioso e circospetto un tentacolo si insinua tra le tegole abbarbicate senza difesa. Sarà forse nella divisione che troverò l'opportuna via di fuga. Impalpabile sudario che sospende ogni conseguenza al cospetto della storia il gas si distende con ottusa pigrizia nella fissità del cielo.

La maschera mi ricordo di averla acquistata da un signore distinto che la mattina presto soleva apparecchiare un banchetto sotto il cavalcavia. Quel giorno per una qualche ragione, forse inesistente e prima di ogni inesistente ragione, passando davanti al suo banchetto fui richiamato da quelle due orbite vitree che mi fissavano. "Quanto volete per la maschera?" chiesi al distinto signore. "La maggior parte dei passanti la osservano ma nessuno, ad oggi, ha avuto bisogno del suo amore" mi rispose. Intanto le orbite grandi, trasparenti, si erano illuminate del sole che filtrava sotto il cavalcavia. Chiesi di nuovo "quanto?". Volevo averla con tutto il numinoso che si era palesato in quel momento. Se avessi aspettato ancora ero convinto che avrei rischiato di vederla spegnersi davanti a me. Mi trovai a pensare che quello era un sentimento strana,mente intimo e che una maschera di tela e di gomma forse non lo avrebbe capito. Finalmente arriva la risposta "un bel finale!" risponde deciso. "Sì, un bel finale in cambio di Maddalena".  E fu così che conobbi il suo nome. Della maschera tutto potevo immaginare tranne che avesse un nome.

"Quindi Maddalena in cambio di un bel finale?" dissi sconcertato. Annuisce in silenzio l'ombra che emerge dal cemento armato, grigia pelle di un distinto estraneo. Ci penso un breve eterno battito e poi rispondo: "Si approssimava la sera quando il povero  aveva compreso che anche le ultime occasioni si erano dissolte, frugò nel suo cuore e si rasserenò sentendo che la commozione per la vita era ancora intatta e così sorrise e si addormentò". Riconoscevo il riscatto dall'ombra che mi offriva Maddalena. 

Ore 15:02. Adesso guardo attraverso gli occhi di Maddalena la nebbia che lentamente ondeggia, flette e tesse trine mortali che si fanno indossare senza un apparente dolore. Un vuoto atmosferico, irriducibile a un senso di assenza ma anzi immanente, preme sulla superficie della maschera, con delicatezza. Inattesa e perturbante, la sua gentilezza sembra volermi rassicurare.

Ore 15:07. Il preciso effetto di una colorazione giallo-verde denota una identità espressa in chioros (verde), coordinate del colore HEX: #BEBD7F, nome proprio cloro. Pervicace nel suo essere diatomicamente amorale, di distende morbidamente senza però innalzarsi, non cerca di superare l'atmosferica condizione ma anzi se ne assicura la benevola imparzialità. Il suo stato gassoso lo aiuta a configurare la migliore disposizione verso il mondo circostante. 

Ore 15:08. Così una respirazione che riconosca sinestesicamente la riverberante morbidezza di un verde tendente al giallo, potrebbe forse tentare di evitare il combusto calore che aggredisce gli alveoli polmonari. Cancellare il colore-calore non si può, tosse e dolori toracici, ritenzione di acqua nei polmoni non sono esattamente effetti pittorici ma piuttosto dolore inestinguibile.

 

Related items

Gas

Gas

Login to post comments
Cookies make it easier for us to provide you with our services. With the usage of our services you permit us to use cookies.
More information Ok