Sincronicità

Sincronicità

« libera nos a malo »

Ospedale militare per autolesionisti del corpo d'Armata di Ancona
Reperto n 1
Reperto n 2
Reperto n 3
Reperto n 4
Reperto n 5
Reperto n 6
Reperto n 7
Reperto n 8
Reperto n 9
Reperto n 10
Reperto n 11
Reperto n 12
Reperto n 13
Reperto n 14
Reperto n 15
Reperto n 16
Reperto n 17
Reperto n 18
18 Fotografie originali del 1917-18 su carta: emulsione, preparata con bromuro di cadmio, nitrato d'argento e gelatina. Misure: 17 foto 12 cm x 9 cm, 1 foto 9 cm x 6 cm
Ordine del giorno 18 maggio 1916

1 Testo originale dattiloscritto del 8 maggio 1916 con ordine del giorno riguardo tre fuggitivi. Diserzione.

Condizioni

1) Casualità della rigenerazione. Elementi degradati dal tempo r dalle condizioni atmosferiche alle quali sono stati esposti. Inizialmente umidità, poi raggi[1] diretti e pioggia, con conseguente depauperamento di informazioni.

2) La fotografia, riporta particolari di ferite, lesioni in soldati ricoverati presso l'Ospedale militare per autolesionisti del corpo d'Armata di Ancona, è il medium che attraverso un processo di degrado temporale e ambientale diventa contenuto di se stessa, nel suo mutarsi in scaglie, schegge, polvere adesso mostrano le proprie ferite, le proprie lesioni pur tentando di proseguire nel compito di narrare della classificazione di strazi piaghe e afflizioni di quel 1918.

3) Le motivazioni che hanno portato i soldati all'infiggersi una ferita = motivazioni della diserzione, la fuga dal male. I metodi della fuga hanno richiesto valutazioni in merito alle conseguenze che avrebbero dovuto subire. Per gli autolesionisti una prima indicazione di carattere culturale, ovvero persone con un basso grado di scolarizzazione, per la maggior parte contadini, subivano psicologicamente un grave senso di colpa dovuto alla pesante influenza dell'idea di "senso del dovere", obbligo, compito, "senso dell'onore", tradimento dell'amor patrio, l'esaltazione dell'eroismo sacrificale. Questo forte condizionamento non gli permetteva di considerare la diserzione come soluzione del problema. Le conseguenze poi di una ritorsione verso i propri familiari rendevano impossibile una presa di posizione esplicita di rifiuto nei confronti del compito di combattere. Il sotterfugio, la simulazione, seppur traumatica evitavano so strappo netto con le istituzioni sociali.
Per chi invece sceglie la fuga, quando questa non è una diserzione in grande scala (come ad es. la rotta di Caporetto), trae spesso motivazioni nel maggior grado di istruzione e in una più strutturata coscienza politica che contiene in sé gli anticorpi rispetto al condizionamento di assoggettamento nei confronti delle autorità. Un approccio critico verso le regole del sistema legale e politico-amministrativo nazionali consentivano di scegliere e progettare un futuro diverso anche per chi, nella propria famiglia, sarebbe poi incorso nelle sanzioni della legge, magari attraverso l'emigrazione in altro paese.

Progetto

Su di una superficie in plexiglass sono previsti 18 alloggiamenti che conterranno le 18 fotografie su tre file da sei. Due lastre da 3 mm di spessore.

Voglio dire per sincronicità le coincidenze, che non sono infrequenti, di stati soggettivi e fatti oggettivi che non si possono spiegare causalmente, almeno con le nostre risorse attuali.

C. G. Jung, Les Racines de la conscience (1954), p. 528)

Autolesionismo

Atti Parlamentari — 16808 — Camera dei Deputati
LEGISLATURA XXIV - 1a SESSIONE - DISCUSSIONI - TORNATA DEL 13 GIUGNO 1918
Albertelli. — Al ministro della guerra. — «Per sapere se non stimi consentanea con gli interessi della produzione nazionale e dell'esercito la riforma immediata dei militari tracomatosi che ora si trattengono inoperosi nelle caserme». Risposta. — «Le disposizioni vigenti, secondo le quali i tracomatosi vengono trattenuti alle armi, furono improntate al concetto di utilizzare in reparti speciali tutti quegli individui, affetti di forme non secernenti, che non richiedono cure complesse, né offrono, gran pericolo di contagio. All'uopo si è provveduto con l'istituire i battaglioni per tracomatosi, che quantunque non ancora abbiano raggiunto la voluta efficienza, raccolgono già il massimo numero possibile dei militari affetti da tali forme, utilizzandoli opportunamente, sia in zona territoriale, che in zona di guerra.
«Per quanto riguarda poi gli individui affetti da forme secernenti di tracoma, che richiedono più complicate cure ed offrono più facile pericolo di contagio, sono già in funzione ospedali specializzati, i quali, col raccogliere e curare tali infermi, ne permettono una più pronta utilizzazione nell'esercito; mentre nello stesso tempo arrecano non lieve contributo alla profilassi sociale contro la malattia, sottraendo gli infermi stessi pericolosi di contagio agli ambienti civili ed offrendo ad essi i mezzi e l'opportunità di praticare le cure necessarie, che in molti casi sarebbero evidentemente trascurate per ignoranza o ad arte, qualora gli infermi venissero esentati dagli obblighi militari ed abbandonati a loro stessi. E così la disposizione in parola, oltre a generare i vantaggi sopra riferiti dal punto di vista militare e sociale, ha recato non trascurabile contributo alla lotta contro l'autolesionismo, già tanto lamentato e diffuso, perché, venuto a mancare il fine principale (riforma o licenza di convalescenza) che si proponevano numerosissimi individui, provocandosi o maturandosi lesioni congiuntivali di qualsiasi specie, si è considerevolmente ridotta una delle principali categorie di autolesionisti.
«Per le considerazioni anziacennate questo Ministero ritiene che non sia il caso di derogare dalle determinazioni di trattenere alle armi i tracomatosi, osservando che le disposizioni adottate, han già permesso di realizzare notevoli vantaggi e che se ancora esiste qualche inconveniente del genere di quelli lamentati dall'onorevole interrogante, esso verrà al più presto eliminato con la sistemazione completa dei reparti speciali, cui si sta provvedendo con la massima alacrità possibile.
«Il ministro
« ZUPELLI » .

C’è da dire, benché ormai più nessuno di noi tenesse da gran conto la propria vita, nondimeno ciò che ognuno si augurava era una bella ferita: non grave, quel tanto che bastasse a renderti inabile e toglierti da quell'inferno.

[Fonte tratta da: Ottone Origlia, in Valido Capodarca, Ultime voci dalla Grande Guerra (1915-1918), Firenze 1991, p. 28]
[1] Lo spettro visibile della luce (violettoblu-verde-giallo-arancione-rosso) si situa su lunghezze d’onda fra i 400 e i 750 nm. Sono le radiazioni che precedono (ultraviolette) e quelle che seguono (infrarosse) che determinano principalmente il deterioramento dei supporti fotografici: i raggi UV provocano uno scolorimento dello strato dell’immagine mentre i raggi IR fanno apparire un ingiallimento. Inoltre, più la lunghezza d’onda è piccola, più essa origina reazioni importanti nei materiali organici quali cellulosa, collagene, pigmenti organici, ecc.
La-conservazione-e-il-restauro

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