Magister primo

Magister primo

La vita e le opere del nato re delle carte

La percezione transitiva, strumento di discernimento necessario al'indagine sul significato metafisico della vorticità, può essere considerata la linea guida che ha seguito fedelmente, nelle sue ricerche, Joseph Conti e che gli ha permesso di valorizzare ogni caso da lui affrontato. Questo è a semplificato la descrizione del palesarsi in un fluido incomprensibile non vincolato, non sottoposto a forze esterne, del Lar.
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Attendeership for the new spirit

Dal volume:

Il potere e i modi della paramnesia.
Tipi, fattori e tecniche di sua manifestazione

Le prime osservazioni su manifestazioni paramnetiche risalgono all'antichità. Negli antichi Egizi l'essenza spirituale dell'uomo aveva un costrutto quale risultato dell'unione di tre elementi soprannaturali: il Ba, il Ka e l'Akh sono importanti definizioni, ognuna delle quali trova una forma di relazione con il Lar paramnetico.
L'Akh (detto anche Khu o Sahu) sovente lo si trova rappresentato in forma di ibis piumato, Ibis comata (comatihis). Dopo la more l'Akh vola via dal corpo. Dalla conformazione di pura luce, alla morte abbandona il corpo e sale in cielo e splendendo come una stella si ricongiunge al suo creatore.
Nel caso dell'esperienza paramnetica è possibile ritrovare nel solo atto della salita verso il cielo un elemento di concordanza con in processo che porta il Lar a seguire vortici per salire al soggetto coinvolto. Si può anche affermare che quella luce, vitale direi, è quella componente che il Lar cerca e ritrova proprio in quel corpo nel quale si alloca. L'Akh perduta può essere intesa come la motivazione che spinge il Lar a ricercare un vivente.

Mentre diverso è il discorso del Ka. La vita ha nel Ka il custode di sentimenti e ricordi. Nel suo accompagnare l'essere vivente durante tutta la vita si può intravedere quel coacervo di ricordi, sentimenti, memorie al quale il Lar si riferisce nel suo necessario ri-conoscersi. Indipendente nel suo esistere, rispetto alla vita che asseconda e custodisce, il Ka come il Lar è intangibile ma sensibile al Mondo. Una struttura che permea il vivente, lo sostiene e ne forma il carattere.
È appunto il temperamento che si determina nel Ka e che, una volta abbandonato dal Akh sarà quel motore di volontà che porterà il Lar ad impossessarsi di un vivente.
Nel Ba si trova quell'essenza spirituale, di qualità divina. Eterna, rispecchia l'energia del suo possessore. Il Ba, anima nel vivente, può esserne considerata la sua personalità.

Il Ba, al pari del Lar, è identificabile con quella necessaria condizione che ne garantisce la persistenza nel tempo, laddove poi il Ba consente al Ka di esprimere una volitiva costanza nel ricercare un accesso al mondo dei viventi, tale condizione sussiste anch'essa nel Lar.

Una massima di Eraclito, coservata da Giovanni Stobeo, studioso del V secolo d.C. in una sua antologia, recita:

ἦθος ἀνθρώπῳ δαίμων – ethos anthropoi daimon

che Giorgio Colli traduce con: « la propria qualità interiore, per l’uomo, è un dèmone ».

È possibile vedere nella simbiosi vibrante del Lar, alternativo all'io nativo, eppure ad esso equipollente, la funzione che, in questo caso, viene presa in carico da una qualità interiore, il dèmone.

Questo modo di intendere la funzione del dèmone è compatibile con la tesi del Lar in quanto si rappresenta una capacità, o anche consuetudine insita nel vivente, quella di ospitare, convivere, rispecchiarsi in uno spirito altro da sé.

Nel Lar non c’è una volontà di essere forma nella forma, di essere materia. La volontà del Lar è necessità di esprimere emozioni verso il proprio vissuto che si rispecchia e si vivifica dei luoghi, delle atmosfere, dei profumi, dei suoni che hanno sostanziato la sua esperienza in vita.

Agli antichi greci, nella paramnesia, era nota la proprietà di attrarre l'umoralità del carattere proteso alla fantasticheria. Un agognare paramnetico, libero di ruotare intorno ad un concetto assertivo sottoposto, si orienta, con una delle sue metodiche di auto-riconoscimento, verso il Sé e l’altra verso il ri-conoscimento dell'apparente non conosciuto.

I vortici dei fluidi sviluppati dallo Spiritus loci interagiscono tra loro come forze attrattive o repulsive – polarità di Sé distinti si attraggono, polarità presenti nello stesso Sé si respingono.

I poli paramnetici di Sé distinti non possono essere separati nel processo di vorticità perché essa implica la conservazione del momento angolare: non esiste quindi il mono-polo paramnetico.

Quando si tenta la scissione di una caratterialità paramnetica in fieri si ottengono evocazioni riflessive di difesa. Due nuove umoralità, entrambe con una espressione consapevole, ma ignare l'una dell'altra, convivono.

Perché il loro stile e lavoro lo prova,
verificansi nelle universali menti, per tutt'altro fatte,
che in natura sono, di tutte le molecole riflesse della materia ponderabile,
le attrazioni di foriere animule.

Joseph Conti

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