Circolare 2749. 1849

Circolare 2749. 1849

REPUBBLICA ROMANA

MINISTERO DELLE FINANZE
N.° 27849.
Roma li 14 Aprile 1849
CIRCOLARE
AI PRESIDI, GOVERNATORI, GONFALONIERI
E PRIORI

Il Decreto della Commissione di Governo 23 Gennaro decorso è un monumento che prova il desiderio e la determinazione fermissima di Giovare ai cittadini d'ogni classe; desiderio che pur troppo venne spinto tant'oltre da rendere difficilissima la esigenza nella discussione de' morosi; ma la Commissione di Governo così operando era d'avviso che i Popoli esonerati così da un sistema proclamato vessatorio, e dispendioso si presterebbero per dovere, per gratitudine, e con maggior prontezza al pagamento, rendendo così più rara, e meno sensibile quella difficoltà.
Or la sperienza mostrò che quella speranza, almeno nella generalità, fù delusa.
I contribuenti, affidati alle formalità imposte agli Esecutori, crederono di potersi ricusare impunemente al pagamento de' tributi. Gli Amministratori Nazionali protestarono, e per la impossibilitata esigenza, chiesero scioglimento di contratti, emenda di danni.
Sorprende, e addolora che i nostri Popoli i quali acquistarono per le recenti prove di Civiltà cosi alto diritto alla stima universale, abusino oggi d'un vero atto di beneficenza per ricusar de' tributi indispensabili all'andamento del Governo, senza riflettere che, posta questa indeclinabile necessità, ne dipende la indubitata conseguenza che venga modificato, o distrutto quel decreto del Governo Provvisorio, o che vengano adottate misure eccezionali, energiche, e senza dubbio più dispiacenti delle prime.
Ciò posto il ministero delle Finanze non può dispensarsi dall'interessare nel modo il più caldo la vostra attività, ed il vostro zelo pel pubblico bene a voler mostrare ai vostri amministrati la sconvenienza e improvvidenza del loro operare, esortandoli a soddisfare immediatamente quanto da loro è dovuto, e persuadendoli - Che se il Governo contro la sua aspettazione conoscesse che queste avvertenze rimangon senza effetto, verrebbe per loro colpa condotto dalla necessità, e suo malgrado, a provvedimenti pur troppo di certa riuscita, ma non onorevoli, e non senza pregiudizio pei Popoli che anelano a libere istituzioni ed a quell'ordine, a quella prosperità, che da esse solamente possono sperarsi. Vogliate accusarmi ricevimento della presente, e gradite che vi saluti
Pel Triumvirato
V. VALENTINI
G. COSTABILI
E. BRAMBILLA

La sovranità è per diritto eterno nel popolo. Il popolo, dello Stato romano è costituito in Repubblica democratica.

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ROMANA
Principi fondamentali

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