Nella Tempesta

La Tempesta di W. Shakespeare può diventare una bussola.

Ogni opera d’arte chiede di essere utilizzata per il proprio viaggio.

Shakespeare ha fornito l’immaginario e il pre-testo artistico in cui tutti possiamo riconoscerci. A partire dai molteplici mondi possibili che il testo shakespeariano dischiude, questi incontri inviteranno a percorrere le diramazioni e le immersioni che la Tempesta offre, promette, permette.
A condizione di non essere spettatore, ma soggetto che si implica in ciò che vede, ascolta, sente: "mi riguarda!".

Quello che sta accadendo in questo momento ci riguarda; ciò che accadrà ci riguarda.
Ciò che stiamo vivendo è un tempo sospeso, un passaggio da un prima a un dopo, così come l'isola di Prospero. È una occasione per uscirne trasformati, un'occasione per partecipare, in qualche modo, alla prefigurazione di ciò che sarà.
La Tempesta ci sembra una metafora coinvolgente, un veicolo perfetto per intraprendere un percorso di messa a fuoco di tematiche del mondo sospeso: c’è il tema dello scatenamento della tempesta, del naufragio; c’è l’isola, c'è lo smarrimento dei naufraghi che vi approdano; c'è lo sgomento per un mondo perduto e c'è la paura dell'ignoto per un mondo nuovo, mai visto; c’è il rapporto con l’altro, lo straniero, il "selvaggio"; c'è il tradimento, l’abbandono, il disincanto, la solitudine; ma c'è anche il gioco, la meraviglia, la magia, l’illusione; c’è la creazione di una utopica sintonia con la natura e con gli spiriti del luogo, c'è il reincanto del mondo; c’è la funzione di colui che si prende cura e cura. C’è una storia di trasformazione della sofferenza nella spinta a ricominciare, ma con altri presupposti. Solo avendo patito un comune timore è possibile sentire la spinta verso un futuro condiviso. Paura e desiderio sono indissolubili. Terrore e pietà.

Prospero si pone questioni essenziali in modo inedito: come trasformare la paura dell'ignoto, dell’isolamento, della caduta? Mostra come l’esperienza del dolore, della sventura, della perdita possono essere il punto di leva per una nuova vita. L’isola è il laboratorio di un’esperienza di profonda trasformazione, per tutti, è a suo modo un luogo di cura dove alla fine tutto acquisterà un nuovo significato. L'isolamento è la condizione per ripensare la "normalità", le "abitudini", gli automatismi, le ripetizioni. La meraviglia, passione drammatica per eccellenza, è l’agente della trasformazione, è una chiave per vincere le chiusure e disporsi a un diverso sentire. La meraviglia nasce dalla paura (thauma), dallo sgomento per l’ignoto

I temi, i luoghi, i personaggi, i rimandi sono talmente tanti e interessanti che non si corre il rischio di annoiarsi.
Oggi più che mai, asserragliati nelle nostre case, le stesse questioni potranno risuonare nella nostra vita quotidiana. Ritornare al mondo di prima? Come immaginare il domani?
Ci sono, qui, moltissime scintille capaci di accendere desideri, di gettare bagliori su un mondo possibile.

Questa storia sarà un viaggio condiviso tramite una partecipazione attiva suddivisa in 4 incontri. Durante il percorso il gruppo di partecipanti svilupperà un progetto comune: la realizzazione di una pagina web che racconti questa navigazione.

 Michele Cavallo