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Communitas: ritornare al mondo di prima?

Con Raffaella Cavallo, Andrea Ciommiento e Michele Cavallo

Immaginare un mondo possibile? C’è l’isola, c'è lo smarrimento; c'è lo sgomento per un mondo perduto e c'è la paura dell'ignoto per un mondo nuovo; c’è il rapporto con l’altro, lo straniero, il selvaggio; c'è il tradimento, l’abbandono, il disincanto, la solitudine, il desiderio di ricominciare. Ma cos’è questo legame che ci fa appartenere? Come nascono i legami, le communitas?
Ripartiamo da dove eravamo rimasti. Dalle parole.

Qui il link al podcast: https://www.spreaker.com/user/12632826/communitas-invasioni1

Una scommessa tra me e il mio paese

Per tre giorni Maria Lai e gli abitanti di Ulassai hanno legato le case del paese una all'altra ed esse alla montagna utilizzando ventisei chilometri di nastro azzurro. Così facendo si è ribaltato il rapporto tra artista e osservatore, dal momento che l’effettivo autore dell’opera furono gli abitanti stessi.

Fu così che, con Legarsi alla montagna, il piccolo centro di Ulassai venne (col)legato, passando di casa in casa, superando così inimicizie e attriti tra famiglie. Un intervento che riuscì a riunire quell'aggregato di edifici che mancava di coesione sociale, sottolineando come, in realtà, un paese sia un gruppo eterogeneo di persone che comunicano tra loro attraverso lo spazio e che riporta a un tema quale quello del rapporto tra spazio fisico, luogo e comunità.

Benedetta Giacomello

Quando tutti si aspettano di vedermi all'opera, io invito ognuno a mettersi all'opera

Maria Lai con "Legarsi alla montagna" realizza la prima opera d'arte relazionale, stravolgendo il tradizionale rapporto fra autore e spettatore e trasformando il pubblico nel vero artefice dell'atto artistico.

Con la sua opera Maria Lai dimostrò che l'arte può creare legami anche fra chi del mondo dell'arte pensa di non fare parte. Rese infatti le persone non solo partecipi, ma coautrici del suo evento: la sua opera non è individuale e intimista, ma esiste solo attraverso lo stare insieme.

Da quel momento l''artista avviò un'indagine sul linguaggio artistico, condotta non in modo astratto, ma attraverso una festa, un gioco, un teatro totale che può coinvolgere e mettere in relazione le persone rendendole protagoniste.

Benedetta Giacomello

Communitas

Vediamo nella Tempesta diversi modi in cui le persone si incontrano.
C’è l’incontro di Prospero con gli spiriti dell’isola, che diventano suoi alleati.
C’è l’incontro di Calibano con Stefano e Trinculo che costituiscono una banda di grotteschi sovversivi.

C’è la communitas dei traditori (Alonso, Antonio, Sebastiano…).
C’è sempre qualcosa che spinge a unirsi: per amore, per potere, per invidia, per competere, per odio, per paura.
Spesso ad essere più tenaci sono proprio i legami fondati sull'odio o la paura.

Calibano-Stefano-Trinculo

CALIBANO
Come ti dissi, sono soggetto a un tiranno,
a un mago che con la sua astuzia mi ha rubato l’isola.
Con opere di magia si prese l’isola; la prese a me.
Se sua Altezza volesse vendicarmi… io so che hai coraggio…
Tu diventeresti signore dell’isola e io tuo servo.

STEFANO
E come si può fare? Puoi guidarmi da quella persona?

CALIBANO
Sì, sì, mio sovrano te lo consegnerò addormentato,
così gli potrai conficcare un chiodo in testa.

STEFANO
E poi io sarò re di tutto questo?

CALIBANO
Come ti dicevo. Di pomeriggio ama dormire,
allora potrai ucciderlo.
Prima però ricorda di prendergli i libri,
senza libri è uno sciocco come me.

Michele Cavallo
Stephano, Trinculo e Caliban ballano sulla riva dell'isola, da La Tempesta
fonte Biblioteca della Cornell University
Autore Johann Heinrich Ramberg (1763-1840)
Volontaria presso TEDxUdine
Raffaella Cavallo
Volontaria presso TEDxUdine
Curatrice presso Re/Future/It
Arts reporter e creatore scenico
Andrea Ciommiento
Arts reporter e creatore scenico
Michele Cavallo  Psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista membro dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi e della SLP
Michele Cavallo
Psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista membro dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi e della SLP
Si laurea in “Didattica e Comunicazione dell’Arte” presso l’Accademia di Belle Arti (Bologna)
Benedetta Giacomello
Si laurea in “Didattica e Comunicazione dell’Arte” presso l’Accademia di Belle Arti (Bologna)