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Consapevolezza

Questa esperienza di confinamento ha fatto sorgere riflessioni e desideri di cambiare qualcosa nel tuo mondo?
Sì, mi ha permesso di concentrarmi maggiormente sulla dimensione locale, e apprezzarla.
Ha spento il quotidiano slancio verso la grande città, e forse in questo ha risvegliato una consapevolezza più lucida, in cui ha anche rivelato che ci sono abitudini molto invasive in termini di tempo speso, soprattutto quello passato nei tragitti.
Probabilmente d’ora in poi ci sarà comunque movimento, ma meno consuetudinario e irriflesso, fondamentale per me sarà avere sempre maggiore attenzione alle forze richieste.
L' isola della Tempesta è l'occasione di una trasformazione, come ti risuona?

Questa tempesta mi ha avvicinato particolarmente ai miei obiettivi personali, e spero che durerà nel tempo la serena volontà che sento di portarli a termine. Diciamo che mi ha fortificato.

Quali personaggi, situazioni, direzioni ti hanno stimolato maggiormente?

Le direzioni sono le stesse, ma vissute più profondamente, più a contatto con me stessa.
Pensi che la mappa - nei termini in cui ne abbiamo parlato - possa esserti utile per immaginare il mondo che vorresti per te e per gli altri?
Sì, sicuramente... per esempio delineare i flutti delle onde, il caos della tempesta... porta a scoprire che le paure, le avversità o i limiti provati, sono esperienza comune e questo quasi sempre porta a fondare una comunanza, fatta di vicinanza e comunicazione autentica, che stimola ad immaginare soluzioni sempre più condivise e creative. (Anche pensando e trovando soluzioni nuove.)
Una mappa che non tema di toccare i punti dolenti e sollecitare le vere risorse, che fondi una comunità che si ritrova nell’umanità e nell’esperienza anche del limite e dello smarrimento è la mappa giusta per contrastare una falsa retorica, che permea ormai ogni campo del nostro quotidiano.
Quali "luoghi" vorresti fossero rappresentati in questa mappa? Quali sono per te le cose importanti, quali priorità, quali le esperienze che ti orientano?
Luoghi simbolici, dell’anima, dell’evoluzione personale.
Per esempio pensando ad un paesaggio e un possibile percorso, dove esistono tappe, luoghi di condivisione, risorse, stop forzati, mi vengono in mente questi primi elementi: sassi della meditazione, ostacoli, zavorre, zattere di salvataggio, oasi dell’incontro, funi di possibilità, area del fuoco e del racconto...
Le direzioni sono le stesse, ma vissute più profondamente, più a contatto con me stessa.

Laura Ghirlandetti
Contemplativa in azione.  Filosofia, Teatro, Arte, Scrittura
Laura Ghirlandetti
Contemplativa in azione
Filosofia, Teatro, Arte, Scrittura
Lavora presso Ambulatorio d'arte Van-Ghè
critica, contributor presso ARTRIBUNE
Lavora presso Alternativa Umanistica
Collaboratrice presso Autobiografia RAM