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Parole

Con Nadia Fusini e Michele Cavallo

C’è il tempo della sospensione, dell’afasia, del silenzio. C’è il tempo di nuove parole per nuove cose. Ciò che inizialmente spaventa e ammutolisce può diventare un’opportunità: dalla paura la meraviglia. Qualcosa di nuovo può affacciarsi. 

Da quale isola vieni? Abbiamo iniziato con una domande semplice, tra naufraghi, eravamo una trentina di persone da tutta Italia. Da Udine a Bari, passando per Faenza, Treviso, Perugia, Torino e Roma. 

Tra noi c'era anche Nadia Fusini, siamo rimasti molto colpiti dalla sua testimonianza: "abbiamo bisogno di parole buone da masticare", ci ha detto. Parole come "meraviglia", "pietà", "salvataggio" e "tempo". Vi lasciamo il podcast dell'incontro, una buona ora di racconto su tutto ciò che c'è da scoprire sulla Tempesta di Shakespeare, sulla relazione tra arte e vita, sull'intreccio tra drammaturgia e sociale.

Link podcast: https://www.spreaker.com/episode/29991039
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Nadia Fusini è stata ospite del percorso "Nella Tempesta: incontri di drammaturgia sociale" a cura di Michele Cavallo. Scrittrice e traduttrice, ha scritto "Vivere nella Tempesta" (Einaudi). I suoi lavori sono stati pubblicati da Bompiani, Mondadori e Feltrinelli.

Contenuti

Nadia Fusini è la prima ospite del percorso "Nella Tempesta", incontri di drammaturgia sociale a cura di Michele Cavallo promosso da Invasioni Creative.

Ci sono parole piene, che segnano, lasciano traccia, si imprimono; ci sono parole vuote, che scivolano via, riempiono la bocca di chiacchiere e vaniloquio. La parola letteraria, poetica e analitica cerca di risvegliare il potere e la magia della parola, al di là del senso comune, della sua funzione comunicativa, informativa. 
Prospero, alla fine, esaurito il compito strumentale di parole e illusioni, si affida a un incontro più reale con l’altro, segnato dalla levità, dalla essenzialità del “ben dire”. Siamo fatti della stessa sostanza delle parole. Parole che sognano, che godono, che riscrivono il mondo. Leggere un libro è anche leggere il mondo. E leggere, implicandosi, vuol dire lasciarsi scrivere.
C’è il tempo della sospensione, dell’afasia, del silenzio.
C’è il tempo di nuove parole per nuove cose.
Ciò che inizialmente spaventa e ammutolisce può diventare un’opportunità: dalla paura la meraviglia.
Qualcosa di nuovo può affacciarsi.
Scrittrice, critica letteraria, traduttrice e accademica
Nadia Fusini
Scrittrice, critica letteraria, traduttrice. Insegna Letterature Comparate presso l'Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze
Scrittrice, critica letteraria, traduttrice e accademica
Michele Cavallo
Psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista membro dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi e della SLP
Vivere nella tempesta

Vivere nella tempesta

«Da anni vivo nella Tempesta di Shakespeare, la leggo, la rileggo. Passano gli anni e io sono qui, immersa in quel che significano la tempesta e il mare e il naufragio e la salvezza in Shakespeare. E nel tempo osservo che il fatto stesso di esistere ci espone alla tempesta. C'è un che di "tempestoso" nella vita di tutti».

Nadia Fusini
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