Image

Risveglio

Dal sogno ad occhi aperti al risveglio

Con Loretta Biondi e Michele Cavallo

Gli esseri umani amano dormire. Il sonno è un rifugio, una difesa dal reale traumatico, opaco. Il sonno è un non volerne sapere, è l’automaton della routine, della ripetizione.
Sognare appaga, dà sollievo, ci fa sentire liberi in un mondo immaginario in cui il sintomo che si nutre di legame sociale, ci attanaglia.. È il modo per evadere dalla prigione del medesimo. Ma, a ben guardare anche la vita quotidiana la percorriamo da sonnambuli. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni. E allora non basta svegliarsi ogni mattina! È possibile un altro “risveglio”. La fine della Tempesta allude a questo risveglio. A una traversata che inizia da uno spavento e si chiude su un lasciar cadere gli strumenti del potere, della potenza. Una traversata, con lo strumento creazionista dell’arte.
Una analisi, un’esperienza di analisi, può condurre, come in una tempesta, dal sogno all’incubo al risveglio? Ciò che ci accade oggi, questa improvvisa tempesta provocata da un virus, potrà dirci qualcosa sul risveglio? O ci precipita in un sogno, in un delirio? Il nostro tempo ci insegna a raccogliere, circoscrivere i sogni, come pezzi staccati, per poterci tenere svegli, purché abbiamo, ci costruiamo, scegliamo un posto in cui costruire giorno dopo giorno un mondo possibile. La tempesta può insegnare.
Estratti dialogo con L. Biondi

Gli esseri umani amano dormire

Gli esseri umani amano dormire. Il sonno è un rifugio, una difesa dal reale traumatico, opaco. È un riposo dai tumulti diurni. Il sonno è un non volerne sapere, è l’automaton della routine, dell’incoscienza. Dormire, morire… è il monologo di Amleto.
Morire, dormire… nient’altro, e col sonno porre fine al dolore del cuore e ai mille tumulti della carne. Dormire, forse sognare. Sì, qui è l’ostacolo, perché in quel sonno di morte quali sogni possono venire....
Quindi il sogno non ci mette a riparo davvero dall’angoscia, e la veglia non è senza incubi. A ben guardare anche la vita quotidiana la percorriamo da sonnambuli. In questo senso, siamo fatti della stessa sostanza dei sogni. E allora non basta svegliarsi ogni mattina! È possibile un altro “risveglio”. La fine della Tempesta allude a questo risveglio.

Il link al podcast: https://www.spreaker.com/user/12632826/risveglio

La vita è sogno

(titolo originale: La vida es sueño) è un dramma filosofico-teologico in tre atti e in versi scritto nel 1635 da Pedro Calderón de La Barca (1600-1681)
Violento ippogrifo che corresti a gara col vento, fulmine senza fiamma, uccello senza colore, pesce senza squame e bruto senza istinto naturale, dove ti sfreni, dove ti trascini, dove ti precipiti nel confuso labirinto di queste rocce nude?
-
Hipogrifo violento, | que corriste parejas con el viento, | ¿dónde, rayo sin llama, | pájaro sin matiz, pez sin escama, | y bruto sin instinto | natural, al confuso laberinto | desas desnudas peñas | te desbocas, te arrastras y despeñas?

Incipit
Psicoanalista Scuola Lacaniana Psicoanalisi, AMP, FEP Docente incaricato Istituto freudiano
Uark Theatre - Life is a Dream CC BY 2.0

Shakespeare: il teatro il teatro del sogno-risveglio

Sogno di una notte di mezza estate, Macbeth, Amleto, Lear, G&R, Pericle (mago-dottore Cerimone, tempesta-cassa-Taisa-risveglio), Racconto d’inverno (Paolina risveglia la statua Ermione), Cimbelino (la rinascita di Imogene-alchimia spirituale), Tempesta.

Tempesta come un grande sogno

Tutti gli accadimenti sono avvolti da un’atmosfera di sogno. Non solo la presenza degli spiriti che provocano miraggi, illusioni, incantamenti attraverso immagini, suoni, musiche celestiali o spaventose. La natura è animata, continuamente melodie, voci, segrete armonie si odono. Cose appaiono e scompaiono senza una ragione. I personaggi all'improvviso cadono preda del sonno (non solo Miranda). C’è un continuo mescolarsi, sovrapporsi di veglia e sonno. E la fine del dramma ha l’effetto, per tutti, di un grande risveglio!

MONOLOGO 1°

Prospero
Tutto il sapere di Prospero ha la funzione di generare una sorpresa, una trasformazione, un risveglio. Come la figura del mago-scienziato rinascimentale a cui si ispira: Cornelio Agrippa, G. Bruno, John Dee.  Deve creare l’accesso ad altri livelli di realtà, di percezione, di connessione. Aprire varchi, creare strade che non esistevano.
Il risveglio si verifica nel momento in cui si fa rientrare il proprio desiderio in un punto irriducibile, che non somiglia a nient’altro (Lacan, X, 369 e 241).
Risvegliarsi vuol dire sciogliere l’incantesimo, poter provare pietà per l’altro, rinunciare alla potenza, riconoscersi mancante, saper godere della propria differenza.

MONOLOGO 2°

Sogno/Veglia?
No, non c’è più realtà nella vita della veglia di quanta ce n’è nel sogno.
La vera opposizione è sonno/Risveglio.
Il sogno diviene una via per il risveglio.
Non a caso la psicoanalisi comincia con L’interpretazione dei sogni. Si parte dal sogno.
Il sogno uno strumento di risveglio.
In Freud troviamo esplicitamente il riferimento al risveglio nel commento al Risveglio di primavera di Wedekind. Poi ripreso anche da Lacan: indica che, senza i sogni, gli adolescenti non riuscirebbero ad affrontare la propria sessualità. Giocare, infatti, è anche sognare con altri scenari, per riuscire a rappresentare quel che è irrappresentabile e farsi carico di ciò. 
 Nel 1974 dirà: “Non ci si risveglia mai: i desideri mantengono, intrattengono, curano i sogni”, dal momento che "il risveglio è il Reale nel suo aspetto di impossibile".
Psicoanalista Scuola Lacaniana Psicoanalisi, AMP, FEP Docente incaricato Istituto freudiano
Loretta Biondi
Psicoanalista Scuola Lacaniana Psicoanalisi, AMP, FEP Docente incaricato Istituto freudiano
Scrittrice, critica letteraria, traduttrice e accademica
Michele Cavallo
Psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista membro dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi e della SLP