La mappa della mia vita

La mappa della mia vita
Realizzato nel 1995 in vari ambiti tra i quali l'Istituto Centro Franco Basaglia, oggi Biblioteca Franco Basaglia, in via F. Borromeo a Roma, luogo operativo iniziale e propedeutico per le successive scelte che hanno riguardato i metodi di coinvolgimento e di collaborazione. Sono 112 elaborati in formato A4.
Image

Il modello base

Il testo dell'invito al progetto

Il testo era posizionato a mo' di avviso in prossimità degli spazio dove venivano messi a disposizione i fogli A4 con la scritta e il riquadro guida insieme a materiali per la scrittura e il disegno, penne, matite colorate, tempere, ecc.

La trasmissione dell'essere

È possibile trovare quelle coordinate che siano in grado di trasmettere un'esperienza profonda e complessa come la vita; la propria vita?
Quali sono i parametri che meglio definiscono I'insieme di eventi (esperienze, progetti, speranze, aspettative) che formano la coscienza della nostra vita?
Cosa vuol dire essere testimone di se stessi? Siamo capaci di comunicare; ricevere, trasmettere, condividere cioè il "Mondo" inteso come realtà comune a tutti?
Sto facendo una ricerca in questo senso. Se vi va di collaborare, avrete del materiale (un elaborato, per la precisione), che servirà a esprimersi.
Dovrete intervenire con grande libertà e spontaneità su ciò che vi sembra più importante, più utile, più efficace definire per rendere partecipi anche gli altri di un patrimonio tanto "privato" quanto essenza comune a tutti.
Potrete scegliere anche la "tecnica" da voi preferita, dalla scrittura, (quindi pensieri, descrizioni, forme poetiche), al disegno di qualsiasi genere, insomma tutto quello che volete e che vi sembra adatto allo scopo.
Desidero poi chiedere, a chi vuole, di assumere un compito decisivo nel divenire dell'operazione: riflettere su quelle situazioni critiche, di emarginazione o comunque emblematiche conosciute che potrebbero essere coinvolte in un tentativo comunicativo magari attraverso l'elaborazione di materiali espressivi da parte dei soggetti contattati sul campo, nella realtà della città che si conosce e che si vive ogni giorno.
l vari modi di "testimoniare se stessi" saranno poi proposti in prima istanza alla galleria "delle idee" dove in un auspicato incontro-confronto cercheremo insieme quelle connessioni che la routine delle convenzioni, delle prescrizioni di azioni e comportamenti, dell'isolamento dagli altri, presenti nella nostra società rende quantomeno difficili traendone, speriamo, conclusioni utili e tendendo, per così dire, a un flusso di esperienze interscambiabili nella loro peculiarità.

La tappa n° 2

È parte di un progetto più ampio, identificabile in un percorso erratico auto-organizzativo di costruzione per singole sintesi, in cui ciascuna esperienza prelude ad uno sviluppo strutturale libero da programmazione, vincolato all'energia messa in campo da tutti i partecipanti.

Tale sviluppo è concepito sull'idea legata all'auto-rappresentazione nel proprio spazio vitale significante, idea che indaga il proprio posizionarsi, orientarsi, disporsi nei confronti del “mondo” come forma di bisogno interiore verso la dimensione del costruirsi, nell'esigenza di risolvere la tensione della propria e altrui aspettativa di corrispondenza “interno-esterno”. Esso e volto ad affrontare la problematica dei condizionamenti psicologici e fisiologici dell'uomo e la sua capacità di gestirsi nello spazio, criterio al quale l'intervento e stato improntato, rilevando le risposte insieme agli interessati, sviluppandole e riportandone poi i risultati in una successiva analisi.
L'intervento e iniziato nell'ambito dei corsi di laboratorio di disegno, pittura e storia dell'arte del Centro Franco Basaglia, in via F. Borromeo a Roma, con la richiesta, alle persone frequentatrici del centro, di rappresentare “lo spazio più importante del proprio vivere”, tema che introduce la successiva linea di percorso, da proporre poi a chiunque sia interessato: “la mappa della mia vita”.

La richiesta iniziale, quella rivolta al'interno del centro Basaglia, e stata appoggiata volentieri dall'arch. Patrizia Ferrari, operatrice del corso, ed accolta dai presenti con l'esecuzione di elaborati. Hanno collaborato: Alessandra De Bonis, Maddalena Fabiani, Ivo Ferrier e Paolo Gnetti. L'operazione si pone quindi non soltanto come presa d'atto di un problema, di una situazione di confini da delineare, ma intende andare oltre, rispondere, entrare in relazione, magari proporre, farsi parte attiva dell'essere sociale, senza annullare i compiti di ricerca interiore, di estetica, di linguaggio, ma tendendo, per così dire, a un flusso di esperienze interscambiabili.
Gli elaborati, alla cui origine vi sono complesse problematiche e urgenze di comunicazione, costituiscono una sorta di nucleo di elementi evocativi per la nostra coscienza, che possono contribuire alla scoperta di nessi imprevedibili nei linguaggi a cui attingiamo ogni giorno.

Creazione

L'elemento creativo dell'uomo-artista protegge l'illusione e, con questa, la sua vita.
Articolo di Simona Berterame su Paolo Gnetti: “Mio fratello Paolo, una vita tra manicomi e cliniche psichiatriche

Ultime ricerche

  • Bologna, 15 giugno 1859

    Nel gennaio del 1859 a seguito di un'opera di persuasione messa in atto da Cavour su Napoleone III, viene firmato un trattato di all...

    Lug 27, 2020

  • Perugia, 21 giugno 1859

    21 giugno 1859. Perugia. Alle tre pomeridiane, la inizia l’assalto e gli Svizzeri attaccano le postazioni dei ribelli, dopo...

    Lug 27, 2020

  • Macerata, 20 giugno 1853

    Il 1853 è l'anno che vede i patrioti maceratesi F. Bavai, E. Castelletti, E. Giacometti, Fr. S. Grisei, G. Latini e V. Taccari di S...

    Lug 27, 2020

  • Lago di Garda, preparativi austriaci 1859

    Amico caro Respingo la minuta che desiderate. Ho parlato per la licenza bramata dal Sig. Monti, chè stato dispensato da questa Poli...

    Lug 27, 2020

  • Aldo Massari

    Ogni qual volta si tenta di rappresentare la realtà umana si tratteggiano quei segni distintivi di un supposto valore positivo ...

    Lug 27, 2020